Randazzo, ricordo di Antonino, Vincenzo e Salvatore Spartà, uccisi 32anni fa dalla mafia

Operazione antimafia nell’agrigentino, abbattere muro di silenzio e omertà vera rivoluzione culturale

«Il duro colpo inflitto alle cosche mafiose del territorio agrigentino da parte della Magistratura e dell’Arma dei Carabinieri, danno conferma che soggetti legati a cosa nostra e stidda sono presenti e operanti a discapito della crescita sociale ed economica dei nostri territori. Occorre sconfiggere la paura, uscire dal meccanismo perverso della messa a posto». Lo sottolinea Eugenio Di Francesco, Coordinatore vicario di “Rete per la Legalità” Sicilia, commentando l’operazione che nei giorni scorsi ha portato all’esecuzione di numerose misure cautelari per le accuse, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, detenzione di armi. Molti degli indagati erano già in carcere poiché raggiunti, appena tre settimane fa, da misura cautelare.

«Un plauso va agli uomini del Comando Provinciale dei Carabinieri di Agrigento, guidati dal Colonello Nicola De Tullio e del Tenente Colonnello Bulla, che coordina il nucleo investigativo e con loro a tutta la Magistratura, per il lavoro fondamentale e prezioso, nel silenzio, per liberare dalla cappa le nostre città.

È fondamentale la collaborazione del cittadino, sempre piu partecipe della crescita sociale ed imprenditoriale del territorio, non suddito dei condizionamenti ambientali di tipo mafioso. Abbattere il muro di silenzio e omertà significa iniziare una vera rivoluzione culturale per lasciare alle nuove generazioni un territorio libero e onesto. Oggi, grazie al fondo di solidarietà l’imprenditore che decide di denunciare o mettersi dalla parte dello Stato, gode di risorse economiche che lo portano all’economia legale. L’Associazione antiracket presente da quasi quattro anni nella provincia di Agrigento ha contribuito a liberare diversi imprenditori dal puzzo e dall’usura, costituendosi parte civile in diversi processi dove gli imputati sono indagati al 41 bis.

Operazione antimafia DDA Messina, ennesima testimonianza che non si deve mai abbassare la guardia.

Tra le ipotesi contestate, oltre a quella di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, anche delitti di tipo estorsivo che testimoniano come tali attività continuino ad essere alla base del tentativo della criminalità organizzata di imporre la propria supremazia a scapito dei cittadini e degli imprenditori onesti.

Rivolgendo il nostro plauso ed un sentito ringraziamento a Polizia e Magistratura per l’ennesima incisiva azione di contrasto alla mafia, ribadiamo il nostro impegno quotidiano attraverso le associazioni che operano sul territorio al fianco delle Istituzioni, a sostegno costante ed incondizionato della comunità tutta che vive ed opera nel rispetto dei valori di legalità, giustizia e libertà.

Coordinamento Regionale Sicilia iscritto ufficialmente nell’albo prefettizio. «Coronamento di un costante impegno sul campo» 

Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa, 42° anniversario dell’uccisione. Un servitore dello Stato che ispira ogni giorno la lotta alla criminalità

Libero Grassi, 33 anni dopo, un ricordo sempre vivo ed un esempio da onorare

Assemblea Nazionale “Sos Impresa – Rete per la Legalità”, le iniziative del 19 e 20 aprile

Tutto pronto per la due giorni di lavori dell’Assemblea Nazionale del movimento antiracket “SosImpresa – Rete per la Legalità”, in programma venerdì 19 e sabato 20 aprile prossimi a Patti. 

Venerdì mattina a partire dalle 10 l’iniziativa presso l’azienda “Gruppo Mammana” di Castel di Lucio. «Ci recheremo presso l’azienda del Gruppo Mammana, per portare solidarietà e vicinanza di tutto il nostro movimento ad un imprenditore che con la sua famiglia si è storicamente contraddistinto per l’impegno antiracket e che proprio di recente ha subito un ennesimo atto intimidatorio. In quell’occasione apporremo le targhe di “Sos Impresa Rete per La legalità” ai mezzi che l’impresa è riuscita a riacquistare, dopo aver subìto precedenti attentati incendiari, proprio grazie al supporto dello Stato», commenta Giuseppe Scandurra, vice presidente nazionale di SosImpresa – Rete per La Legalità.

Nel pomeriggio di venerdì, presso l’Hotel La Playa di Patti, ci sarà invece l’assemblea nazionale delle associazioni. «Ringrazio sentitamente la direzione nazionale che ha voluto che l’assemblea si svolgesse proprio a Patti – prosegue Scandurra – come riconoscimento dell’importante attività svolta sul territorio messinese, testimoniata anche dalle recenti operazioni condotte, con numerosi imprenditori che hanno denunciato i tentativi di condizionamento subìti ad opera della criminalità».

 Infine, sabato mattina a partire dalle ore 10, presso la sala comunale di piazza Mario Sciacca, ci sarà il convegno conclusivo cui parteciperanno alti rappresentanti delle Istituzioni, della Magistratura e delle Forze dell’Ordine. «Sarà un’importante opportunità di confronto durante la quale, insieme al Presidente nazionale Luigi Cuomo, presenteremo a S.E. Maria Grazia Nicolò, Commissario Straordinario del Governo per il Coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, le nostre proposte di modifica e miglioramento della normativa antiracket, sulla scorta di oltre trent’anni di esperienza in prima linea al fianco degli imprenditori», conclude Scandurra.

Il 19 e 20 Aprile a Patti l’Assemblea Nazionale di “Sos Impresa – Rete per la Legalità”

La provincia di Messina centro del movimento antiracket italiano con l’Assemblea Nazionale delle Associazioni di “Sos Impresa – Rete per la Legalità”, che si ritroveranno a Patti per due giorni di incontri il 19 e 20 aprile. 

   Un primo momento di particolare rilevanza è in programma per la mattina di venerdì 19 aprile, a partire dalle ore 10, con l’iniziativa di solidarietà presso l’azienda “Gruppo Mammana” di Castel di Lucio, che proprio di recente ha subito un atto intimidatorio con l’incendio di un mezzo all’interno di un cantiere. Nel pomeriggio di venerdì, quindi, alle ore 18 presso l’Hotel “La Playa” di Patti, si terrà l’assemblea nazionale che vedrà coinvolti i rappresentanti delle varie associazioni.

   Nella mattinata di sabato 20 aprile, l’appuntamento clou con il convegno in programma presso la sala comunale di Piazza Mario Sciacca a Patti. Sarà un’importante occasione di dialogo e confronto alla presenza di alti rappresentanti delle Istituzioni. L’incontro, moderato dal giornalista Giuseppe Romeo, sarà aperto dal sindaco di Patti Gianluca Bonsignore, quindi gli interventi di Angelo Vittorio Cavallo, Procuratore della Repubblica di Patti, Mario Samperi, Presidente del Tribunale di Patti e Sua Eccellenza il Prefetto di Messina, Cosima Di Stani. A seguire le relazioni di Giuseppe Scandurra e Luigi Cuomo, rispettivamente Vice Presidente e Presidente nazionale di “Sos Impresa – Rete per la Legalità”, quindi interverranno Vito Di Giorgio, Procuratore aggiunto della DDA di Messina, il Generale di Corpo D’Armata Giovanni Truglio, Comandante Interregionale dei Carabinieri “Culqualber” ed il Procuratore Capo della Repubblica di Messina, Antonio D’Amato. 
   Le conclusioni saranno affidate a S.E. Prefetto Maria Grazia Nicolò, Commissario Straordinario del Governo per il Coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura.   

 «E’ motivo di particolare orgoglio e soddisfazione ospitare un appuntamento di così grande rilevanza, impreziosito dalla partecipazione di autorità e alti rappresentanti delle Istituzioni – commenta il vice presidente nazionale Giuseppe Scandurra -. Non è un caso che l’Assemblea nazionale si svolga in Sicilia ed in particolare sul territorio messinese, che si è contraddistinto per la mole di attività svolta con un importante numero di denunce da parte degli imprenditori, che abbiamo accompagnato passo dopo passo. Molto significativo dunque per noi l’incontro presso l’azienda Mammana, storicamente in prima linea contro il racket ed a cui siamo da sempre vicini, per ribadire la nostra presenza concreta. L’assemblea delle associazioni ed il convegno di Patti saranno quindi occasioni di straordinaria importanza per confrontarsi su quanto fatto finora, sull’attualità del movimento antiracket e sulle prospettive d’impegno concreto per il futuro nella lotta per l’affermazione dei valori di legalità e giustizia sul territorio».

Comando Legione Carabinieri Sicilia, incontro col Gen. Castello ed i Comandanti Provinciali. Scandurra: “Nostri sforzi vani senza il supporto dell’Arma”

Presso la Caserma “Carlo Alberto dalla Chiesa” di Palermo, sede della Legione Carabinieri “Sicilia”, è giunta in visita una delegazione dell’Associazione “S.O.S. Impresa – Rete per la Legalità”, rappresentata dal Vice Presidente vicario nazionale, Dott. Giuseppe Scandurra.

La delegazione è stata accolta dal Generale di Divisione Rosario Castello, Comandante della Legione Carabinieri e dai Comandanti Provinciali, nonché da una rappresentanza di carabinieri in servizio e in congedo.

Il Comandante della Legione, nel suo indirizzo di saluto, ha evidenziato la particolare valenza delle attività sinora svolte dall’associazione anti-racket, impegnata nell’Isola in un’opera di prevenzione e contrasto delle estorsioni e dell’usura, che ha permesso di incentivare l’emersione di tali reati e di diffondere la conoscenza delle misure di sostegno esistenti. Nella circostanza, è stato sottolineato come la rete capillare delle Stazionidell’Arma, in Sicilia, costituisca un punto imprescindibile di riferimento, a cui le vittime del racket possono e devono affidarsi, potendo accedere, a seguito di denuncia, ai fondi di solidarietà messi a disposizione dallo Stato.

Nel corso dell’incontro, alcuni degli associati hanno portato la loro testimonianza di forte impegno contro il fenomeno delle estorsioni. Si tratta di Michelangelo Mammana, imprenditore edile di Castel di Lucio (Me) vittima di estorsione, Rita Spartà di Randazzo (Ct), che ha subìto l’uccisione del padre e dei fratelli per opera della criminalità, ed Eugenio Di Francesco, imprenditore di Riesi (Cl), che dopo l’uccisione del fratello da parte del padre si è impegnato in prima persona nella lotta al racket e all’usura.

 “Questo incontro era per noi particolarmente sentito per ribadire il nostro grazie al Comandante della Legione Carabinieri di Sicilia, Generale Castello, ai Comandanti Provinciali e tramite essi a tutti i Carabinieri di ogni singola Compagnia e Stazione per il prezioso contributo alla lotta al racket e all’usura”, commenta Giuseppe Scandurra, Vice Presidente vicario nazionale di Sos Impresa – Rete Per la legalità. 

I nostri sforzi sarebbero infatti del tutto vani senza il prezioso supporto della Benemerita Arma dei Carabinieri, la quale ha sempre supportato la nostra azione in tutte le fasi della gestione delle vittime, persone come quelle che hanno portato la loro testimonianza odierna o come l’imprenditore di Belpasso Giuseppe Condorelli, che hanno fatto della legalità uno stile di vita e che hanno trovato la forza di denunciare con il sostegno della nostra associazione e grazie alla presenza rassicurante dei Carabinieri sul territorio”.

Dopo i saluti istituzionali presso la Chiesa di San Giacomo dei Militari, la visita è proseguita nella “Sala della Memoria”, che raccoglie le testimonianze storiche dell’Arma in Sicilia, con numerosi cimeli, documenti, foto ed uniformi, molte relative al Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, che è stato Comandante della Legione di Palermo, dal 1966 al 1973.

A seguire, i visitatori si sono recati all’interno della Chiesa di Santa Maria Maddalena, risalente al 1182, in stile arabo-normanno, ammirando le bellezze architettoniche dell’antico luogo di culto.

L’incontro si è concluso con il plauso della delegazione in visita, che ha manifestato gratitudine per la collaborazione offerta e per il proficuo lavoro svolto dai Carabinieri dell’Isola, in favore dei cittadini, delle comunità e degli operatori economici.

Fiducia nelle Giustizia sempre e plauso per l’assoluzione per non aver commesso il fatto del Colonnello Stingo e del Capitano Petrocchi

Sono stati presenti e accanto ai due eccellenti ufficiali, il vice presidente nazionale Giuseppe Scandurra e il vice Regionale Eugenio Di Francesco dell’associazione Antiracket e Usura di SoS Impresa – Rete per la legalità Sicilia, per la sentenza che ha visto l’assoluzione “perché il fatto non sussiste” dei due ufficiali, il Colonnello Vittorio Stingo e del Capitano Augusto Petrocchi.

“La presenza di oggi, dice Scandurra, è motivo di vicinanza e sostegno all’arma dei Carabinieri, che sono stati due punti cardini della provincia di Agrigento, per una svolta Antiracket e usura. In un territorio  dove è difficile convincere gli imprenditori alla denuncia. Abbiamo voluto condividere con il colonnello Stingo e il capitano Petrocchi questo momento di gioia nella certezza della loro integrità umana e professionale”

“Quella di oggi è la dimostrazione che occorre avere fiducia nella Giustizia –  dice Di Francesco –  che risponde con diligenza e arbitrio. Due uomini che sono stati  in questi anni  accanto alla grande scommessa su questa provincia di Agrigento per l’associazionismo Antiracket e usura di Rete per la Legalità Sicilia. Condividiamo con loro e tutta l’arma dei Carabinieri questo momento, nella certezza della loro onestà  morale, umana e professionale dei due ufficiali”.