Rete per la Legalità Sicilia parte civile nel processo Xydi. Scandurra: “Impegno sull’esempio di Libero Grassi”

Il coordinamento regionale di “Rete per la Legalità Sicilia” è stato ammesso come parte civile all’udienza preliminare nei confronti di 29 destinatari di richiesta di rinvio a giudizio nell’ambito della maxi inchiesta “Xydi” condotta dai carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Agrigento che hanno stretto il cerchio attorno al superlatitante di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro, e che vede al centro in particolare il mandamento di Canicattì.

La costituzione di parte civile è stata presentata dall’avvocato Valeria D’Anca, del foro di Caltanissetta, alla presenza ieri nell’aula bunker del Pagliarelli di Palermo del vice presidente nazionale di “Sos Impresa – Rete per la legalità” Giuseppe Scandurra, del coordinatore regionale Giuseppe Foti e del vice coordinatore Eugenio Di Francesco. 

“Ancora una volta “Rete per la Legalità Sicilia” è presente con azioni concrete, dimostrando vicinanza e sostengo in tutte le fasi del percorso al tessuto imprenditoriale e produttivo, in particolare in un territorio che grazie all’opera di Forze dell’Ordine e Magistratura e col supporto dell’associazione antiracket sta combattendo tenacemente e con coraggio la propria lotta contro l’oppressione della criminalità organizzata”, commenta Giuseppe Scandurra, vice presidente nazionale di “Sos Impresa – Rete per la Legalità”.

“Un’attività quella della nostra associazione che prosegue ogni giorno sul campo per onorare l’esempio di chi, come Libero Grassi, pagò con la propria vita l’avere gridato la sua libertà dal condizionamento mafioso – aggiunge Scandurra -. Ci ha lasciato un grande insegnamento di coerenza, di dignità̀ e di valori, facendo capire che è necessario stare accanto agli imprenditori che denunciano, far sentire la solidarietà e non lasciarli mai soli. Oggi le denunce non rappresentano soltanto una vittoria dello Stato ma sono il risultato del sacrificio di Libero e dedicate a tutte le vittime di mafia, motivo per cui la nostra associazione si è fatta promotrice della proposta al Ministero dell’Interno di istituire ogni anno per il 10 gennaio la Giornata della memoria per le vittime di racket e usura, in ricordo di quel 10 gennaio 1991 quando sul Giornale di Sicilia fu pubblicata l’ormai famosa “Lettera al caro estorsore” firmata da Libero Grassi, denuncia che, pochi mesi dopo, il 29 agosto, costò la vita all’imprenditore siciliano.

Inaugurato a Partanna il nuovo cantiere dell’impresa Mammana

È stato inaugurato nei giorni scorsi a Partanna, in provincia di Trapani, il nuovo cantiere dell’impresa di Michelangelo Mammana, il terzo nel giro di pochi mesi dell’imprenditore socio di “Rete per la Legalità”, per i lavori per conto della committente Enel per la realizzazione di un nuovo parco eolico. Al fianco dell’impresa Mammana, l’Arma dei Carabinieri e l’associazione antiracket, grazie al protocollo di collaborazione instaurato. 

Come protocollo l’inaugurazione è avvenuta alla presenza del Comandante Provinciale dei Carabinieri, Col. Fabio Bottino, del Comandante della Compagnia di Castelvetrano, Cap. Pietro Calabrò e del Comandante di stazione di Partanna. Presenti anche Giuseppe Scandurra, vice presidente vicario nazionale e regionale di Sos Impresa – Rete per la Legalità, ed Eugenio Di Francesco, vice coordinatore regionale “Rete per la Legalità Sicilia”. 

Tutti gli intervenuti hanno sottolineato l’importanza di fare squadra e sinergia tra Stato e classe imprenditoriale, e che la paura deve essere superata con la forza nello stare uniti. 

“Anche in un territorio molto a rischio come questo, lo Stato c’è ed è più forte – sottolinea Giuseppe Scandurra -. Oggi occorre fiducia nelle istituzioni, loro sono la nostra arma più forte per vincere la sopraffazione e qualsiasi atto che possa indurre allo sconforto e all’abbandono di questa terra. I Mammana in questi anni hanno deciso di denunciare qualsiasi forma di oppressione della criminalità ed hanno trovato nelle Stazioni dell’Arma il loro punto di riferimento. La presenza oggi è segno di uno Stato che sta accanto agli imprenditori liberi e onesti”.

“In un territorio ad alto rischio di infiltrazioni mafiose, legate al super latitante Messina Denaro – aggiunge Eugenio Di Francesco – questa è un’occasione per rimarcare e testimoniare che in Sicilia si può lavorare e investire senza dover stare a “braccetto” con nessuno. La presenza delle forze dell’ordine manifesta la forza nello Stato, la vicinanza verso coloro i quali hanno deciso di stare dalla parte della Giustizia”.

“Memoria e riscatto”, a Canicattì il 29 e 30 novembre due giornate dell’antiracket sotto il segno del Beato Rosario Livatino

“Memoria e Riscatto” sarà lo slogan che accompagnerà la giornata antimafia e antiracket in programma martedì 30 novembre a Canicattì. A distanza di sei mesi dall’ultima manifestazione tenuta nello stesso Comune, l’associazione antiracket e antiusura “Sos Impresa-Rete per la Legalità” ha deciso di organizzare un altro appuntamento  per rimarcare il valore della denuncia e della libertà attraverso una giornata ricca di appuntamenti, che vedrà la partecipazione di numerose personalità dello Stato come il Prefetto, Giovanna Cagliostro, Commissario Straordinario del governo per il Coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, il Gen. B. Rosario Castello, Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, Rita Cocciufa, Prefetto di Agrigento.


La giornata si aprirà alle 9.30 con la visita istituzionale e l’omaggio floreale alle cappelle cimiteriali dei Giudici, Beato Rosario Angelo Livatino e Antonino Saetta, accanto al quale riposa anche il figlio Stefano.

L’associazione antiracket in questi sei mesi ha accompagnato alla denuncia oltre una decina di imprenditori dell’hinterland agrigentino, verso i quali sono stati commessi reati di estorsione, usura e tentata estorsione. Coordinata prima dal referente territoriale, oggi vice coordinatore vicario regionale, Eugenio Di Francesco, l’associazione ha coinvolto il mondo ecclesiastico, della scuola, della società civile. Dopo la visita al cimitero, ci si sposterà nella casa dove visse il “giudice martire” dove il coordinamento regionale della Rete per la Legalità insieme al Centro Studi “Temi” firmerà un protocollo d’intesa con l’associazione “Casa Giudice Livatino”, rappresentata dalla presidente Claudia Vecchio, che sancisce una collaborazione volta a promuovere iniziative che coinvolgeranno il territorio tutto.

Al Teatro Sociale Comunale previsto quindi l’incontro con una rappresentanza di quattro classi di quinta dell’Istituto “Galileo Galilei”, guidate dal dirigente scolastico, prof. Vincenzo Fontana, con il mondo imprenditoriale, le autorità politiche del territorio e i sindaci della provincia agrigentina. A portare i saluti istituzionali sarà il sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo. Interverranno: Luigi Cuomo, Presidente Nazionale Sos Impresa; Eugenio Di Francesco, Vice coordinatore regionale Rete per la Legalità Sicilia. A portare la sua testimonianza sarà l’imprenditore Michelangelo Mammana. Modererà i lavori Giuseppe Scandurra, Vice presidente nazionale Sos Impresa – Rete per la Legalità. Concluderanno il convegno il Generale dei Carabinieri, Rosario Castello, e il Prefetto Cagliostro.

 «La presenza del Prefetto nazionale antiracket e del Generale dei Carabinieri Castello – afferma il vicepresidente, Pippo Scandurra – sottolinea l’importanza del ruolo che l’associazione antiracket   ha per il territorio agrigentino. Questi mesi di impegno costante, di accompagnamento alla denuncia, ci hanno fatto comprendere quanto importante sia la sinergia che si è creata con l’Arma dei Carabinieri. Anche la collaborazione con il Comando Legione Sicilia e il Comando provinciale dei Carabinieri di Agrigento, guidato dal Colonnello Vittorio Stinco, ci consentiranno di vivere, lunedì 29, un momento di confronto e di sinergia per il contrasto dei fenomeni mafiosi. L’impegno di Eugenio Di Francesco in questi mesi diventa per noi, in campo regionale e nazionale, un modello di operatività e di ascolto da replicare.  Aver creato sinergie con le diverse realtà del territorio, fa si che si possa sostenere concretamente imprenditori e aziende».

«La firma di questo protocollo – dice il vice coordinatore vicario, Eugenio Di Francesco – diventa occasione di dialogo e di apertura verso un territorio che ha sete e fame di libertà. Di fondamentale importanza il ruolo e la presenza della “Rete per la Legalità” in quanto non si configura come laboratorio di burocrazia ma quale punto di riferimento per il territorio, capace di creare rinnovamento culturale per abbattere i muri di silenzio e omertà contro tutte le strategie mafiose».

Processo “Sotto Scacco”, tra le vittime anche l’imprenditore Condorelli. Scandurra: fondamentale il valore della costituzione di parte civile

Ha preso il via nell’aula bunker del carcere Bicocca di Catania il processo “Sotto Scacco” che, tra le numerose vittime, vede Giuseppe Condorelli, socio onorario di “Sos Impresa – Rete per la Legalità”.

In tutto 78 gli imputati che si dovranno presentare davanti al Gup Luigi Barone. Andrea Bonomo e Giuseppe Sturiale, per rispondere dei reati commessi nei  territori dei comuni etnei, Catania. Paternò, Belpasso.

Diverse le costituzioni di parte civile, tra cui: l’avv. Fausto Amato per “Sos Impresa Sicilia”; l’avv. Caterina Galati Rando per l’“Acis Sant’Agata  di Militello”, per l’associazione A.S.A.A.E. (legata alla “Rete per la Legalità”) nella quale c’è anche l’ingegnere Colombrita, e per Giuseppe Condorelli; l’avv. Sandro Mascali per “Addiopizzo Catania”; l’avv. Salvatore Grosso per l’associazione “Alfredo Agosta”;  l’Inps  e il Comune di Belpasso.

Presenti in aula il vice-presidente nazionale di “Sos Impresa”, Giuseppe Scandurra, insieme al presidente di Catania, l’ing. Colombrita, il coordinatore regionale della Sicilia della “Rete per la legalità”, Pippo Foti, e diversi esponenti nazionali e regionali dell’organizzazione come Matteo Pezzino, Mauro Magnano ed Eugenio Di Francesco.

Un momento importante, quasi storico, sul fronte della lotta alla criminalità mafiosa.

«Momenti come quello che stiamo vivendo a Catania – afferma il vicepresidente nazionale, 

Giuseppe  Scandurra –  sottolineano il valore della costituzione di parte civile che vuol dire stare al fianco degli imprenditori, dal momento della denuncia sino a quando sono in grado di riprendere in mano la loro vita. Questo anche per fare in  modo che la loro attività riprenda più forte e più bella di prima. E’ il valore della solidarietà che si esprime nella sua pienezza».

Il 30esimo anniversario dell’uccisione di Libero Grassi. “Rilanciare l’impegno antiracket”

A trent’anni dall’assassinio di Libero Grassi ricordiamo ancora una volta il coraggio e l’amore per la libertà e la dignità che portò un imprenditore siciliano, a Palermo, a dire no al pizzo, alla corruzione e alla mafia, con coraggio e determinazione. Un ricordo non sterile o solo vagamente celebrativo, bensì un rinnovato impegno a continuare a dire no alla mafia e ad aiutare quanti decidono di liberarsi, in sicurezza, dalla morsa criminale del ricatto estorsivo. 

Il sacrificio di Libero Grassi non fu inutile perché da quella tragica mattina del 29 agosto del 1991 è nato un movimento antiracket che ha cambiato il corso della lotta alla mafia attraverso la nascita di numerose associazioni antiracket prima in Sicilia e in Puglia e poi in tutta Italia. 

“In questi trent’anni sono cambiate molte cose, anche le strategie criminali di penetrazione nel tessuto economico del nostro Paese che, con la pandemia, si sono rafforzare e diffuse ancora di più. – Ha dichiarato Luigi Cuomo presidente nazionale di SOS IMPRESA Rete per la Legalità Aps – Sull’esempio di Libero Grassi oggi è necessario rilanciare, con coraggio e determinazione, un rinnovato no al racket, alla corruzione e alle varie mafie puntando principalmente sull’unità e sul rinnovamento del movimento antiracket in tutta Italia.”

“La scelta di Libero Grassi di pubblicare il 10 gennaio del 1991 sul Giornale di Sicilia la lettera con la quale si rivolse direttamente ai suoi estortori, dichiara Giuseppe Scandurra vice presidente nazionale di SOS Impresa RplL, ancora oggi è da monito per quanti subiscono passivamente la sottomissione mafiosa senza ribellarsi o collaborare con le forze dell’ordine e la magistratura che, con il contributo della collaborazione delle vittime, possono arginare ancora più efficacemente l’arroganza e la violenza estorsiva delle famiglie mafiose, liberando pezzi importanti di economia dal condizionamento e dalla infiltrazione criminale.”

Giornate dell’antiracket, venerdì 9 a Milazzo e sabato 10 luglio a Belpasso, con il Prefetto Giovanna Cagliostro

Due appuntamenti di grande valenza nell’ottica dell’impegno antiracket e antiusura sul territorio siciliano, sono in programma per venerdì 9 e sabato 10 luglio rispettivamente a Milazzo e Belpasso, con la presenza di importanti e autorevoli rappresentanti del mondo istituzionale, della magistratura e delle forze dell’ordine. Presente il Prefetto Giovanna Cagliostro, Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura.

Il primo evento si terrà a partire dalla 18:30 di venerdì 9 luglio al Porto di Milazzo, ospitato sulla motonave “Rete per la Legalità” di Francesco Salomone, l’imprenditore milazzese che nel 2014 subì l’incendio della propria imbarcazione e denunciò i suoi estortori. Al forum dal titolo “Il tutoraggio delle vittime di racket e usura, nuovi strumenti di aiuto e di aumento delle denunce”, saranno presenti per i saluti istituzionali il Prefetto di Messina, Cosima Di Stani, il sindaco Giuseppe Midili, il presidente dell’associazione antiracket di Milazzo, Francesco Arcadi e Giuseppe Foti, presidente del coordinamento regionale “Rete per la legalità Sicilia”. Tra gli interventi quelli di Luigi Cuomo, presidente nazionale “Sos impresa – Rete per la legalità”, Lino Busà, direttore centro studi “Te.Mi. per la Legalità”, Fausto Amato, responsabile dell’ufficio legale di Sos Impresa e di Francesco Salomone. Concluderanno i lavori, moderati da Giuseppe Scandurra, vice presidente vicario nazionale di “Sos Impresa – Rete per la Legalità”, Emanuele Crescenti, Procuratore della Repubblica di Barcellona, Maurizio De Lucia, Procuratore Distrettuale Antimafia di Messina e il Prefetto Giovanna Cagliostro.

Il secondo appuntamento è previsto per la mattina di sabato 10 luglio a Belpasso, dalle ore 10:30, presso l’azienda dolciaria della famiglia Condorelli. All’imprenditore Giuseppe Condorelli anch’egli protagonista di una coraggiosa denuncia contro il racket delle estorsioni, verrà conferita la targa di socio onorario di “Sos impresa – Rete per la legalità”. Riconoscimento di socio onorario che nel passato era già stato assegnato anche al giornalista Paolo Borrometi ed all’ex Presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci.
   All’incontro presso l’azienda catanese, insieme al Prefetto Cagliostro, ci saranno altre importanti presenze tra cui, il Generale Rosario Castello, Comandante della Legione Carabinieri Sicilia e del Prefetto di Catania Maria Carmela Librizzi. Parteciperanno quindi Luigi Cuomo, Giuseppe Scandurra e Lino Busà e Rosario Colombrita, presidente dell’associazione antiracket di Sant’Agata Li Battiati.

“Saranno due giornate molto significative, non solo per l’alto valore delle personalità presenti, ma anche per le location scelte appositamente, per ribadire il concetto di vicinanza del movimento antiracket e soprattutto dello Stato nei confronti di quegli imprenditori che hanno avuto la forza di denunciare”, commenta il vice presidente nazionale di “Sos Impresa – Rete per la Legalità”, Giuseppe Scandurra.

“Sia Francesco Salomone, che grazie al supporto concreto dello Stato ha potuto far ripartire la propria attività, sia Giuseppe Condorelli, sono due esempi di persone che non si sono lasciate piegare dalle intimidazioni della criminalità ma hanno mantenuto la schiena dritta. A loro e a tutti gli altri imprenditori onesti e coraggiosi – conclude Scandurra –  il movimento antiracket e antiusura sarà sempre a fianco”.

Operazione Predator, la solidarietà di Rete per la legalità ai vivaisti di Mazzarrà

Il vice presidente nazionale Pippo Scandurra ed il coordinamento regionale di “Sos Impresa – Rete per la Legalità Sicilia” esprimono solidarietà ai vivaisti del comprensorio di Mazzarrà Sant’Andrea, ai cui danni sono emerse vessazioni e ripetuti furti perpetrati dal gruppo sgominato stamani con l’operazione “Predator”, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Barcellona e coordinati dalla locale Procura della Repubblica.

“Anche in questo caso – dichiara Pippo Scandurra – è stato decisivo il coraggio degli imprenditori che, stanchi dei furti all’interno delle proprie aziende, hanno avuto la forza di denunciare, trovando la pronta risposta delle forze dell’ordine e della magistratura, cui vanno i ringraziamenti per l’azione tempestiva ed efficace. Rete per la legalità Sicilia, esprimendo dunque vicinanza agli imprenditori, ribadisce la propria presenza a loro fianco”.

Processo Alastra, via all’udienza preliminare. Rete per la legalità Sicilia e Acis parti civili

Si è aperta questa mattina al Tribunale di Palermo l’udienza preliminare a carico di 13 imputati, destinatari della richiesta di rinvio a giudizio nell’abito dell’operazione Alastra con le accuse a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata.

Di fronte al Gup, sono state presentate 19 costituzioni di parti civili tra le quali quelle di “Sos Impresa – Rete per la legalità Sicilia”, Acis Sant’Agata Di Militello – Nebrodi, rappresentate entrambe dall’avvocato Salvatore Mancuso, “Sos Impresa” Palermo, con l’avvocato Maria Luisa Martorana, e alcuni imprenditori parti offese nel procedimento con la rappresentanza degli avvocati Fausto Amato e Angelo Tudisca.

Tra le richieste di costituzione di parte civile anche quelle di numerose associazioni tra cui la palermitana Addio Pizzo ed il comune di Castel Di Lucio. Il Gup ha quindi aggiornato l’udienza al prossimo 10 giugno per esprimersi, oltreché sull’ammissione delle parti civili, anche sulle richieste di riti alternativi avanzate dai legali delle difese.

All’udienza preliminare erano presenti il vice presidente nazionale di “Sos Impresa – Rete per la legalità” Pippo Scandurra, ed il presidente dell’Acis di Sant’Agata Di Militello Giuseppe Foti, coordinatore regionale di Rete per la legalità.

“La costituzione di numerose parti civili è sempre un segnale significativo di presenza sul territorio al fianco delle vittime di racket e usura – ha commentato Scandurra –. L’auspicio importante è che comunque le associazioni siano vive sui territori di appartenenza accompagnando concretamente e fattivamente gli imprenditori nel difficile percorso della denuncia e dell’affrancamento dall’oppressione della criminalità”.

“SOS Impresa – Rete per la Legalità” parteciperà al bando per lo stabile di Riesi confiscato alla mafia

Una data importante, il prossimo 5 luglio, perchè l’associazione “SOS Impresa e Rete per la Legalità” parteciperà al bando per assegnare uno stabile, in via Felice Cavallotti, a Riesi. Bene che, grazie al lavoro dell’Arma dei Carabinieri e della Magistratura, ha portato in carcere capi mandamento e uomini affiliati al clan dei Cammarata. Un bene che oggi, grazie alla DDA, alla DIA e alla Prefettura di Caltanissetta, si trova a disposizione e sotto la custodia del Comune in provincia di Caltanissetta.

Un passo importante, da considerare una tappa in direzione della creazione di una comunità che non debba più avere paura.

«L’aver paura offende la dignità e la memoria di coloro chi oggi ricordiamo onorando la loro morte  – afferma Eugenio Di Francesco, referente provinciale per Enna, Caltanissetta e Agrigento  di “Sos Impresa – Rete per la Legalità” -. Penso a Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e gli uomini di scorta, Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo,  che abbiamo da poco ricordato in occasione del 29° anniversario della Strage di Capaci, ma anche alle vittime innocenti di mafia riesini. L’aver paura offende e impedisce il futuro delle nuove generazioni. Il 5 luglio parteciperemo a questo bando per far diventare quel sito un bene comune a disposizione di tutti quegli imprenditori liberi e non solo. Qualora non ci saranno partecipanti e non avremo i requisiti, però, nel massimo rispetto delle leggi chiederemo al nostro Sindaco e all’amministrazione comunale l’assegnazione per via diretta».

Un bene, lo stabile di via Felice Cavallotti, che si trova in una strada storicamente chiamata “la carrozza di li murti”. Una strada che porta al cimitero, ma è anche collocato di fronte a una scuola dell’infanzia e di un centro di formazione professionale.

«È la casa che, dal buio della storia, apre le porte alla luce alle nuove generazioni – aggiunge Di Francesco – . Alle 10 di mercoledì 26 maggio, insieme al Presidente Vicario Nazionale di “SOS Impresa e Rete per La Legalita”, Pippo Scandurra, andremo a fare un sopralluogo sul bene, al fine di poter dargli la giusta destinazione.  Mi auguro, però, che questa volta, il bando non vada deserto e che ci sia una gara per tutte le associazioni riesine affinché possiamo dare testimonianza tangibile di una realtà  che vuole cambiare. Basta con il dire “Riesi vuol dire Mafia” perché “Riesi vuol dire vita”. Riesi è piena di lavoratori onesti che vogliono fare commercio e l’imprenditoria credendo al valore della sinergia. Riesi sta cambiando, deve cambiare, lo dobbiamo alle nuove generazioni».

“Sos Impresa” incontra il sottosegretario Sibilia. Intesa per aumento denunce e sostegno imprese

Dopo un incontro organizzato giorni fa da “Sos Impresa – Rete per la legalità” con l’intervento del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, il sottosegretario all’Interno con delega all’antiracket ed antiusura Carlo Sibilia ha ricevuto una delegazione di “Sos
Impresa – Rete per la legalità aps” guidata dal presidente nazionale Luigi Cuomo e costituita dal vicepresidente vicario Pippo Scandurra e dai dirigenti nazionali Lino Busà, Fausto Maria Amato, Domenico Capossela e Vincenzo Amoroso.

L’incontro svoltosi in un clima di grande cordialità e intesa ha messo al centro delle riflessioni e delle proposte la necessità di pervenire al più presto ad una nuova ed aggiornata versione dell’accordo quadro sottoscritto nel 2007 su iniziativa del Ministero dell’Interno, dal sistema bancario e dal tutto il mondo delle associazioni datoriali, antiracket e antiusura. Su questi temi e sulla necessità di rafforzare un rapporto virtuoso con Banca d’Italia, ABI e banche nazionali per aiutare le famiglie e il sistema delle imprese, soprattutto dopo l’uragano COVID che ha messo in crisi l’intero sistema economico del nostro Paese, il sottosegretario ha dichiarato di voler esprimere il suo impegno diretto perché è convinto che la parte più preoccupante degli effetti della crisi economica generata dalla pandemia si
manifesterà più pesantemente nei prossimi mesi. Si è inoltre discusso sulla utilità di introdurre, nel sistema di sostegno e solidarietà a favore delle vittime di racket e usura che denunciano, anche un servizio di accompagnamento pubblico di reinserimento
nell’economia legale delle imprese messe in crisi dai condizionamenti mafiosi e criminali.

Il presidente Cuomo, il vice presidente Scandurra l’intera delegazione, si sono detti soddisfatti dell’utile incontro e del livello di intesa e collaborazione instaurato con il sottosegretario al quale sarà consegnata nei prossimi giorni una nota specifica sulle
questioni più urgenti dirette a rafforzare la battaglia affinché aumentino le denunce e crescano le imprese che rientrano nel sistema economico nella piena efficienza e capacità.